Bergamo - Parrocchia di S. Croce

Organo Inglese fine '800


Restauro e ricollocazione dell'Organo di fine '800  “G. Jardine & Co.” nella Chiesa Parrocchiale di S. Croce in Bergamo (BG).

 


Descrizione dello strumento

Organo a trasmissione meccanica per tasti e registri, pneumatica per Pedale.

Consolle aderente al corpo d’organo, completa di:
N° 2 Tastiere di 54 note (DO – Fa), tasti diatonici ricoperti in osso, cromatici in ebano.
Pedaliera di 30 note (DO – Fa).
Registri azionati mediante pomelli ad estrazione posti a fianco delle tastiere. 
 Lo strumento al termine del restauro.
I° Manuale
1. Open Diapason 8
2. Stopped Diapason 8
3. Principal 4
4. Dulciana 8

II° Manuale
5. Viole Orchestra 8
6. Lieblick Gedackt 8
7. Flute douce 4
8. Voix Celeste 8

Pedale
9. Bourdon 16

 

Accessori
Tremolo O. E.
Unioni II – I, I – Pedale,  II – Pedale

Tot. Canne: 462


Descrizione della procedura di restauro

Il pregevole organo “G. Jardine &Co.” è stato acquistato dalla parrocchia di S. Croce a motivo delle interessanti caratteristiche costruttive dell’organo, considerandolo un’opera di buona fattura e adatto per accompagnare le celebrazioni della comunità parrocchiale, nonché per l’esecuzione concertistica di una vasta letteratura musicale.

Somiere restauratoI somieri delle tastiere sono del tipo meccanico “a tiro”, quelli relativi alla pedaliera sono pneumatici “a scarico”. I registri della seconda tastiera sono chiusi in cassa espressiva. I somieri dello strumento sono stati completamente aperti e restaurati, tutte le guarnizioni sono state rifatte, le molle non ritenute affidabili sono state sostituite con altre uguale alle originali.

Le trasmissioni meccaniche sono state disossidate e verificate nei terminali di aggancio. I tiranti in ferro o in legno rotti o ritenuti inaffidabili sono stati ricostruiti con materiali e tecniche conformi all’originale. Analogamente è stato verificato il corretto movimento delle leve dei registri. L’impianto di trasmissione pneumatica per il funzionamento dei somieri di pedale è stato rifatto con tubi in materiale sintetico, come in origine, tenendo conto dei punti di riferimento presenti sulle strutture circostanti e nella documentazione fotografica.

Tastiere e pedaliera sono state smontate e pulite, i perni disossidati, si sono ripristinati gli scorrimenti e la giusta forza delle molle.


Il mantice e le relative pompe esistenti sono stati completamente smontati e puliti. Tutte le impellature irrecuperabili lungo i perimetrali e gli angoli sono state rifatte, le parti lignee riparate e consolidate, trattate contro il tarlo e verniciate a tempera grigia.
L’elettroventilatore originale è stato revisionato, pulito e riverniciato, la valvola di regolazione del vento è stata restaurata e ricollocata nella sua sede.

Rimontaggio canne II manualeLe canne in metallo sono tutte di ottima fattura, le leghe usate all’epoca per la loro costruzione sono in percentuali apprezzabili, con lastre di abbondante spessore, diversi registri sono costruiti in stagno tigrato e sono accordate mediante fascette o tappi scorrevoli, così pure le canne in legno di ottimo abete.

Le canne di metallo sono state riordinate e ripulite. Si sono rimesse in forma quelle presentanti cedimenti, riparate accuratamente, onde riportarle all’originaria accordatura in tondo, le fascette di accordatura delle singole canne sono state disossidate e rimesse in forma ove necessario, quelle mancanti sono state ricostruite in banda stagnata.

Le canne di legno sono state pulite accuratamente, provvedendo poi al controllo delle connessioni lungo il corpo ed alla loro eventuale riparazione, al trattamento antitarlo ed a nuove verniciature protettive. Gli stucchi utilizzati per tutte le riparazioni sono stati preparati al momento e con colla animale a caldo, tale collante, oltre ad essere storicamente coerente con i metodi di lavorazione tradizionali dell’autore, è l’unico che consente la totale reversibilità di ogni incollaggio.
Il mobile dello strumento, torri di facciata e parti di completamento della consolle, pesantemente coperti da vari strati di vernice scura è stato sverniciato, riparato e consolidato ove necessario, provvedendo infine ad una nuova verniciatura in grado di far risaltare le caratteristiche dei legni utilizzati, ciò ha permesso di apprezzare il contrasto cromatico tra le parti in rovere chiaro e quelle in abete tinto noce, riportando lo strumento al suo aspetto originale. Al lavoro di recupero del mobile hanno partecipato anche due allievi del Corso di Restauro di manufatti lignei delle Scuole Tecniche S. Carlo di Alessandria.

Le canne di facciata, mancanti nel materiale originale presente, sono state ricostruite sulla base dei modelli e delle misure della tradizione organaria inglese di fine ‘800, rifacendosi ad altri strumenti del medesimo Jardine ed a autori coevi. La nuova facciata é stata costruita in stagno tigrato.

Una precisa opera di intonazione ed accordatura a temperamento equabile ha concluso l’intervento. Tali operazioni, in particolare, terranno debito conto dei risultati delle analisi sulla parte fonica, recuperando, per quanto possibile, i parametri originali.

 

Foto Gallery

  

 Lo strumento prima del restauro:

Lo strumento durante e dopo il restauro: