Quali sono i requisiti di un bravo organaro?
E’ difficile dire come deve essere e cosa deve essere un buon organaro. Senza dubbio in parte artista, in parte storico della sua arte ed anche fisico del suono quando si deve trovare la soluzione più adatta in un ambiente inospitale per la sonorità. Inoltre, dato per certo un alto grado di preparazione sulle parti essenziali che compongono lo strumento, deve anche essere un po’ psicologo quando si tratta di convincere qualche parroco nella scelta delle più svariate alternative. L’importante, comunque, è che l’organaro si ritrovi nel sangue i germi di questa annosa malattia che è il desiderio di non considerare l’ultimo strumento costruito come un punto di arrivo, sia dal lato tecnico sia da quello artistico.
Quale è la posizione della Fabbrica riguardo ai vari tipi di organo a canne?
Esiste lo strumento ideale?
L’organo a canne, nel corso del tempo, è stato protagonista di una notevole evoluzione, sia dal lato puramente tecnico, con l’avvicendarsi dei vari sistemi trasmissivi (prima meccanico, poi pneumatico ed elettrico, oggi anche elettronico), sia dal punto di vista fonico (si è passati dalla fonica classica a quella bandistica dell’ottocento, infine, con la Riforma Ceciliana, a quella di stampo tardo-romantico o moderno, più decisamente liturgica), rispecchiando di volta in volta la cultura del tempo. La Fabbrica afferma che l’evoluzione tecnica, fonica e culturale dell’organo deve continuare, accordando il giusto valore agli strumenti storici, senza rifiutare la ricerca dell’innovazione, come l’esperienza internazionale e d’oltreoceano testimonia.
In quest’ottica quali soluzioni vengono adottate nel lavorare ad uno strumento già esistente?
Prima di agire occorre conoscere lo strumento che si ha di fronte, la sua evoluzione nel tempo e comprendere quali sono le esigenze di coloro che vivono quello strumento ogni giorno, lo suonano o lo ascoltano. E’ un dovere irrinunciabile compiere un restauro impeccabile, ma è altrettanto fondamentale garantirne l’efficienza e la fruibilità per la Comunità che se ne avvale, in questo senso le tecnologie ed i materiali disponibili oggi possono venire in aiuto.
Come la Fabbrica vede l’organo come strumento liturgico?
L’organo si può definire lo strumento sacro per eccellenza, da vari secoli associato al culto cristiano ed utilizzato per accompagnare la celebrazione dei divini misteri. Indipendentemente dal tipo di strumento posseduto dalla chiesa o dalla sua composizione fonica, è compito dell’organista adoperarlo in maniera conveniente alla sua destinazione sacra in relazione ai tempi liturgici ed ai vari momenti celebrativi. Infatti, colui che lo suona per accompagnare la celebrazione dei divini misteri svolge uno specifico servizio: ha il compito di pregare ed aiutare a pregare.
Quali strumenti sono oggi sotto la tutela, in quanto patrimonio artistico e culturale?
Tutti gli strumenti che hanno più di 50 anni e sono di autore non vivente sono strumenti da tutelare, pertanto, intervenire su di essi è possibile solo dopo approvazione del progetto di restauro da parte degli organi competenti, ovvero delle Curie e delle Commissioni per la Soprintendenza dei Beni Artistici e Culturali.
Ho un organo storico da riordinare, a chi mi devo rivolgere?
Innanzitutto ad uno o più organari i quali sulla base di pari indicazioni, valutando lo strumento propongono ciascuno la propria offerta economica per il recupero dello strumento. Tale documentazione va affidata alla Curia, unitamente ad una lettera del Titolare Responsabile dello strumento (Parroco, Superiore dell’istituto religioso, ecc..), la Curia provvederà ad inoltrare il tutto alla Soprintendenza competente per il territorio. La Soprintendenza rilascerà, infine, il nulla osta per l’esecuzione dei lavori sulla base del progetto scelto dalla Committenza. Nella nostra Fabbrica tutte le operazioni di restauro, su organi elettrici, meccanici o pneumatici, sono realizzate secondo le indicazioni delle Commissioni di tutela delle Sovrintendenze.
Quando è necessario pulire l’organo?
L’organo a canne va pulito ogni 15 - 20 anni circa ed unicamente da personale specializzato, questo lavoro consiste nello smontaggio completo dello strumento, seguito da pulitura e revisione accurata di ogni singolo componente e di ogni singola canna, infine seguono il rimontaggio, la riaccordatura e la verifica finale del funzionamento di ogni sua parte.
Quando occorre chiamare l’organaro?
Annualmente per una semplice e rapida revisione dello strumento, ogni qualvolta si presenti un problema nel suo funzionamento, a volte basta un colpo di telefono, più frequentemente occorre un sopralluogo, ma è sempre conveniente (anche economicamente), rivolgersi subito al personale specializzato, invece di aspettare che si presentino problemi più seri. Una corretta manutenzione annuale è essenziale per mantenere lo strumento nelle condizioni di funzionamento ottimali. Nessun organo a canne è in grado di funzionare perfettamente per un periodo illimitato di tempo.
Quali sono le condizioni di garanzia offerte?
La Fabbrica offre una garanzia di 5 ANNI per restauri, puliture, ampliamenti, manutenzioni straordinarie, ecc. di 10 ANNI per i nuovi strumenti.
Ho uno strumento o parti di esso che vorrei cedere per lasciare il posto ad uno nuovo, ora in realizzazione, posso rivolgermi alla Fabbrica?
La Fabbrica è sempre disponibile per ritirare strumenti che non sono più di interesse, previa valutazione in loco.
Cerco un organo usato, di occasione, posso rivolgermi alla Fabbrica?
Sovente la Fabbrica ha disponibilità di organi di occasione, di varie dimensioni e caratteristiche, non esitate a contattarci se interessati ad uno strumento di questo tipo, poiché molteplici sono le possibilità di riprogettazione ed adattamento possibili, al fine di soddisfare qualsiasi esigenza.
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